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BRIDGET T.  Edizione numerata e firmata per "pingapaArt"

Un nuovo libro d’arte di V.S. Gaudio inaugura la collezione di pingapaArt: BRIDGET T. Uh-Book | FOTOGRAFIA printed 2019 15x15; pagine 80 Edizione numerata e firmata dall’autore
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6.| Sul fondo di una vasca da bagno  senz’acqua Bridget T., con la  paglietta in testa, dirige il getto  del “Water Pik” sul clitoride 
nudo.

La Bataille de Saint-Joseph?



Les habitants de Péronne chantent la branlette



La Bataille de Saint-Joseph:
branlette péronnaise 
shummulo a mano albanese?


La “branlette”, che è “se balancer le Chinois” in argot, oppure è “se coller une douce, un rassis”, se non “se secouer le Bonhomme”. Insomma , per farla corta, il 19 marzo, Saint Joseph a Péronne si son messi a cantare l’inno della “Bataille des Jésuites”, che è un po’ “jouer au billard anglais”. Quest’ultimo modo di dire mi ha fatto pensare  a Damaso, il personaggio di Gabriel García Márquez nel racconto “Da noi ladri non ce ne sono”[in : I funerali della Mamá Grande, trad. it. Mondadori 1982] che ruba le palle del biliardo in una sala da biliardo di un piccolo paesino dalle parti di  Macondo e poi, in preda all’angoscia e al senso di colpa, perché nessuno nel paese da tempo ormai non può giocare al biliardo inglese, le va a riportare dove le aveva prese e le Bonhomme proprietario della sala da biliardo che non aveva sposato la Veuve Poignet gli fa mousser per benino a Damaso le Créateur.
Ora, per riprendere in mano la branlette, fatta a Saint-Joseph, che, in argot, è l’ “homme chaste” e “faire sa Joséphine” è “faire la prude”, vuol dire ridare dignità archetipica e senso a Joseph, che, per l’appunto, non semina nell’apposito crogiuolo ma, per bilanciare il Cinese o giocare al biliardo inglese, che è un po’ come ristabilire ogni giorno l’equilibrio della libido, indica nella pratica della branlette quotidiana l’esercizio essenziale per annullare ogni mattina la diffrazione temporale tra fantasma e oggetto a del branleur e della branleuse, o del branlé, se si vuole.
Non si dimentichi che questo sottentrare del tempo e dell’orologio, non a caso “Branlante” è la “pendule” o la “cloche”, rende speculare le “Branlezinc” – che in argot è il carillon -  al “Grand Carillon” di Chambéry, il luogo in cui, alla presentazione dei “Piaceri Singolari” di Harry Mathews, ci fu la testimonianza diretta ed esplicita di una femme chambèrienne dedita al piacere singolare della Branlette o del Grand Carillon, e a cui abbiamo dedicato il nostro Chambonheur[© 2005], elogio assoluto della branlette à Chambéry[leggi anche:® ·chambonheur-7-valerie-andesmas-chambery·chambonheur-5-il-sonar-e-lectomorbido·madame-qui-veut-du-mou-da-chambonheur].
Comunque, se a Péronne si fa la  Branlette o la Péronnaise, è nei paesini albanesi o italo- albanesi che la branlette pare che abbia la virtù assoluta, insieme, e dell’orologio e dell’acqua: se orologio è “orë”(leggi: or) e mano è “dorë”(leggi: dor), la “branlette” in shqip è lo “shummulo a mano”, quindi uno “shumtadorë”(leggi: sciumtàdòr) o uno “shkundorë”(leggi: sckùndòr; “scuotere con la mano”) che ha dentro lo “scuotere”, la “mano” e l’”orologio”, mentre “shumtadorë” ha il “massimo a mano” o il tempo dell’orologio al massimo, il punto temporale (dell’oggetto a  che passa al proprio meridiano) al massimo!
Di passaggio solo lentilles à Péronne?


La potinière à Péronne fait la volée de coups

La “Péronnelle” est la punaise, la pettegola, chi appunto va spifferando cose che fanno scandalo, rumore; ma in argot la “punaise” è la “lentille”, la “fille publique”, che è anche “volée de coups”, cioè la “scarica di colpi(di cannone)”… Donc, la « lentillaisse », la “lenticchiaia”, cosa scarica à Péronne? Che ci fa à Péronne? La “volée de coups”, c’est évident! La punaise est aussi la cancanière, qui fait commérage, bavardage, qui fait des potins, les bruits, les tapages, protestation, scandale. « Lentille » est synonyme de « punaise » qui signifie « cimice » mais aussi « punta », « puntina », et donc « lentille » che è sia « lenticchia » che « lente »(specialmente nel pendolo !) mais aussi “lentiggine”. La “potinière”, che è la pettegola, ha in sé le “potin” della ciarla e del chiasso, ma anche la “potine” che è la « sardellina », che, credetemi, viene fuori, ovvero sottentra come anamorfosi ,ogni qualvolta in scena  c’è il fallo ma non si vede, sia che alluda alle “branlettes”, sia che alluda al “branle-bas”, al “branle-queue” o al “braquage”, puntamento, du braquemart, alla sua “volée de coups”, che, in argot, se nomme “lentille”, c’est-à-dire “potine”. Celle potinière-là qui mange des lentilles va à manger, par contre, des potines? La potinière qui mange les lentilles à Péronne fait la potinière, donc : fait la volée de coups, est allée à Péronne pour faire la volée de coups ! 
E lei , statene certi, lo saprà dopo, quando mangia lenticchie, anche se mangia potines, questo lo sa, non sa ancora che al meridiano del suo fantasma sta passando proprio à Péronne il suo oggetto a, ovvero l'analemma esponenziale del suo fantasma e del suo farsi oggetto a del visionatore che la "mangia"(ovvero: la "mangerà" dopo, quando il suo oggetto a così esposto si diffonde e passa al meridiano dell'oggetto a del visionatore) tra lentilles e potines.


·[nota linguistica  di v.s. gaudio aggiunta il 25 marzo]·

Wordle: la bataille de saint-joseph?
La tagcloud-wordle di tutto il testo,
comprese les lentilles et les potines:
se ci pinghi su vai all'originale...
Wordle: la potinière
La tagcloud-wordle della Potinière


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