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Il mondo non è banale? ░ Il linguaggio conveniente del Sublime Prefetto

¨ Sutta  (vedico: s ū tra; letteralmente: filo * ) del linguaggio conveniente del Sublime Prefetto ** Mia Nonna dello Zen così ha udito: una volta dimorava il Sublime Prefetto presso la Basilica di Sant’Antonio, nel codice catastale di Padua. E il Sublime così parlò: “Quattro caratteristiche, o mio bhikkh ū *** , dirigente dell’area del decreto di espulsione e dell’accoglienza e dirigente anche dell’area degli enti locali e delle cartelle esattoriali e dei fuochi d’artificio fatti come Buddho vuole ogni qualvolta che ad esempio si dica “cazzo di Buddha” o anche “alla madosca” o “gaudiosissimo pelo”, deve avere il linguaggio conveniente, non sconveniente, irreprensibile, incensurabile dagli intercettatori; quali quattro? Ecco, o mio dirigente che ha distrutto le macchie: un dirigente d’area parla proprio un linguaggio conveniente, non sconveniente, un linguaggio conforme alla Dottrina del Governo, non in contrasto con essa, un linguaggio gradevole, non sgradevole, un linguag

■ Il mondo non è banale? ■ Le infradito, Bianca e il poeta che fa l'indiano ■


Il Gioco dei bigliettini a domanda e risposta



Chi è ?
Bianca Brandolini d’Adda.
Dove si trova?
Fra le genti che vanno sotto i cieli
fra tanti nipoti di tutte le nazioni
fra tutti voi che venite e  ascoltate
fra chi va al magico viaggio
nel cielo vuoto del sole e delle stelle brillanti
fra tutti voi che venite e noi che perdiamo
cammina per chi ha chiuso le sue palpebre
per chi ha dimenticato la luna
per chi è lasciato ad attendere nell’oscurità
per coloro che dormono nell’oscurità,
o Grande spirito che vieni nella solitudine
troverà la viandante le infradito?
Che cosa fa?
Fa una poesia?
Che cosa dice?
Lungo la strada bianca
s’acquieta la tempesta
in questa testa
è tempo di partire lungo il viaggio
il volo veloce, forte, crudele
sotto la montagna
in taglia e cuci
i vibrividi verdi i riverberi brevi
l’alfabeto fa l’indiano
gioca,canta la pioggia, la guerra
la moto schizza fango
i ricordi, i colori
la mattina chiara, la sera, la musica
riverbera nel nervo
apriti Cielo!
E la gente che dice?
Baciami-sbavami
svestimi-lavami
rubami poco tempo
qui precorri il paesaggio e fili fili
solletica l’estatica
lingua che danza e devianza
che ogni significato
è ammutolito

Come finisce?
Lentamente il sole che sta sparendo
e gli spiriti dei bambini sono in basso
questo andare avanti e indietro
andando per questo paese vasto
lungo il margine del mondo
c’è un fuoco nella prateria
che il poeta iniziò, si vede ancora?
A che cavolo dunque, o Grande Spirito
che vieni nella solitudine, potranno mai
servirmi le infradito?

I versi del Gioco dei bigliettini a domanda e risposta sono tratti dal poemetto di V.S.Gaudio, Dipinto fuori quadro indiano, in memoria di Brandolino Brandolini d’Adda, in “Capoverso” n.19, gennaio-giugno 2010