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Il mondo non è banale? ░ Il linguaggio conveniente del Sublime Prefetto

¨ Sutta  (vedico: s ū tra; letteralmente: filo * ) del linguaggio conveniente del Sublime Prefetto ** Mia Nonna dello Zen così ha udito: una volta dimorava il Sublime Prefetto presso la Basilica di Sant’Antonio, nel codice catastale di Padua. E il Sublime così parlò: “Quattro caratteristiche, o mio bhikkh ū *** , dirigente dell’area del decreto di espulsione e dell’accoglienza e dirigente anche dell’area degli enti locali e delle cartelle esattoriali e dei fuochi d’artificio fatti come Buddho vuole ogni qualvolta che ad esempio si dica “cazzo di Buddha” o anche “alla madosca” o “gaudiosissimo pelo”, deve avere il linguaggio conveniente, non sconveniente, irreprensibile, incensurabile dagli intercettatori; quali quattro? Ecco, o mio dirigente che ha distrutto le macchie: un dirigente d’area parla proprio un linguaggio conveniente, non sconveniente, un linguaggio conforme alla Dottrina del Governo, non in contrasto con essa, un linguaggio gradevole, non sgradevole, un linguag

Maruzia sta andando a Bragalla?

 
 
E’ questa qui Maruzia che sta andando a Bragalla?
L’immagine-foto di Maruzia in calzebraghe è quella di un mondo frattale di cui non c’è equazione né esito se non in quel luogo a Bragalla, perché lì non c’è la filosofia del soggetto, né quella dello sguardo, ma c’è quella della distanza dal mondo, da Bragalla per meglio coglierla in farsetto da armare con quell’arnese insetato sotto,
sublimato, questa imbragallatura tra seta, pelo, carni e
buchi irrumati, è da questo che si adliga,
è da quel posto che l’adlectatio carezza l’anima
come una mutanda, da quel posto l’oggetto che è Maruzia
ha la valenza del gioco del diavolo, il gioco del poi,
che, non avendo niente da dire, si fa a mutola, sfugge
al commento e all’interpretazione: quando il poeta arriva a captare qualcosa di questa sua dissomiglianza e di questa sua assolutezza anonima, così singolare, qual è il nome,
questo, o questo questo, cotale a Bragalla, allà,
cambia qualcosa dal punto di vista del mondo “vede”,
è Maruzia stessa che si fa luogo della sua assenza,
essendo quella situazione, quella luce, quell’arnese,
quella Bragallona è l’evidenza insolubile – quel suo bragallare
del calendario del 92- del pieno avvenimento fantasmato,
la giostra saracina di Bragalla.
( fonte: anonima del gaud )