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Il mondo non è banale? ░ Il linguaggio conveniente del Sublime Prefetto

¨ Sutta  (vedico: s ū tra; letteralmente: filo * ) del linguaggio conveniente del Sublime Prefetto ** Mia Nonna dello Zen così ha udito: una volta dimorava il Sublime Prefetto presso la Basilica di Sant’Antonio, nel codice catastale di Padua. E il Sublime così parlò: “Quattro caratteristiche, o mio bhikkh ū *** , dirigente dell’area del decreto di espulsione e dell’accoglienza e dirigente anche dell’area degli enti locali e delle cartelle esattoriali e dei fuochi d’artificio fatti come Buddho vuole ogni qualvolta che ad esempio si dica “cazzo di Buddha” o anche “alla madosca” o “gaudiosissimo pelo”, deve avere il linguaggio conveniente, non sconveniente, irreprensibile, incensurabile dagli intercettatori; quali quattro? Ecco, o mio dirigente che ha distrutto le macchie: un dirigente d’area parla proprio un linguaggio conveniente, non sconveniente, un linguaggio conforme alla Dottrina del Governo, non in contrasto con essa, un linguaggio gradevole, non sgradevole, un linguag

Dakota Johnson flirta con tutti.Come Mia Nonna dello Zen


Io  flirto con tutti. Uomini, donne, bambini, muri.
Dakota Johnson


Mia Nonna dello Zen

L’amore è basato sul presupposto che si possa flirtare con tutti. Non solo, si pensa anche che in periodi di crisi, personale e nazionale, la gente non debba scegliere tra varie linee di condotta, la legge di Rudin prescrive che la maggioranza sceglierà la peggiore possibile. In questo caso, io ricordo che, durante un periodo di crisi, in cui volevo flirtare anch’io con il muro di cinta del mio Giardino dell’Arancia, il muro ebbe a crollare e c’era un uomo che per venire a rubare le arance, pur con il muro caduto, restava impigliato nel filo spinato; è allora che ho cominciato a flirtare col filo spinato finché poi un giorno non vennero gli zingari ad occupare la mia terra con i cavalli e cominciai a flirtare con i cavalli, anche perché non capivo perché, avendolo fatto Giovanna d’Anjou, non avrei potuto farlo anch’io che, rispetto a quella perversa, io son platonica, almeno  quando flirto con gli animali, il filo spinato, la zappa, la carriola, e gli alberi tutti a seconda della stagione. Comunque, quando mio nipote lavorava per la Disney Company Italia Spa, ebbi dei  flirt accaniti con  Paperino, Gambadilegno, Paperinik, Gastone, Orazio, i tre Bassotti, Macchia Nera, Archimede e un altro scienziato svampito di cui non ricordo il nome che io ogni volta che vedevo pensavo alla Legge di Howe: Ognuno di noi ha un piano che non funzionerà, e invece di piangere flirtavo con lui. Con Topolino, invece, non ho mai flirtato. Quindi, io, a differenza di Dakota Johnson, non sono stata in Canada e non ho flirtato con gli Indiani, i paperi mi facevano impazzire, Topolino non lo digerivo, fermo restando che non sopportavo nemmeno Minni, perciò mi ero ripromesso che, prima o poi, ci flirto con Topolino, non fosse altro per far schiattare di rabbia la topa. Poi, non c’è stato tempo; mio nipote ha smesso di avere a che fare con Paperopoli e Topolinia a Milano, e ce ne siamo andati nel delta del Saraceno, e ho cominciato a flirtare con le pietre, l’acqua salmastra, i rospi, i pini, gli eucalipti, la mortadella e la fetta di pane abbrustolita alla brace e condita con olio e origano. E’ magico, lo so: ogni tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia.