Chiara Arcangeli ⁞ Variante di grigio

LA FUNZIONE-SEGNO DEL VOLLEY-HABIT
La funzione-segno, nel rapporto tra evento e struttura, è, come dice Barthes, leggibile e non più soltanto transitiva: il segno si separa dalla funzione, cioè la tenuta da volley non è più prettamente funzionale, non è in gara d’altronde, è ridotta a un segno, a maggior ragione se la figura che la indossa fa collimare il suo punctum ottuso del suo sciare di allora con l’arco ottuso della libido del Poeta oggi: stacca così il segno dalla funzione e penetra la tenuta da volley, con il suo volley-punctum.

Come nel riding-habit, nello Ski-Kleid [o meglio: nello Skikleid-Sitzen, il “modo di stare dell’abito da sci”], o,meglio, nello Ski-Habit,ma anche nel volley-habit, essendoci quella che Barthes intende come variante di accostamento, la tenuta è tirata e aderente, stretta; essendoci la variante di peso, è sottilmente spessa; essendoci la variante di morbidezza, è morbidamente lenta.

La funzione-segno della tenuta da volley in tal modo non stacca più il segno dalla funzione, è funzionale al suo essere abito per il volley che, se, frontalmente, verso il lato visibile, è qui nella posizione accovacciata del “kangaroo-still” la pallavolista che si riposa e riprende fiato; dietro, fuori gara, sta immobile, è presente al Poeta, celebra il suo sedere per il visionatore di Morin.
V.S.GAUDIO© 2010

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